Un pacchetto di autorizzazioni con una composizione inusuale
Il 26 giugno 2026 il Comitato di Regolazione dell'ANRE ha approvato in una sola seduta capacità energetiche per oltre 537 MW. Disaggregando per fonte: 143 MW fotovoltaici (7 autorizzazioni), 128 MW eolici (3 autorizzazioni) e 253 MW di accumulo BESS (7 autorizzazioni). Quasi la metà del totale approvato — il 47% — è capacità di accumulo, non di generazione. Una proporzione che non è casuale e che segna un cambio di impostazione a livello di politica regolatoria in Romania.
Nella storia recente delle autorizzazioni ANRE, l'accumulo era trattato come una componente accessoria, approvata in modo sporadico e con un peso marginale sul bilancio complessivo. Il fatto che in una sola seduta siano stati autorizzati 253 MW di BESS — una cifra paragonabile a quasi la metà dell'intera capacità di accumulo operativa in Romania alla fine del 2025 — indica una maturazione dell'approccio istituzionale.
Perché il rapporto tra BESS e rinnovabili intermittenti è tecnicamente rilevante
Nel pacchetto del 26 giugno 2026 il rapporto tra la capacità di accumulo autorizzata (253 MW) e la capacità di generazione intermittente (271 MW tra fotovoltaico ed eolico) è di circa 0,93 — quasi 1:1. Un dato che riflette una logica tecnica che il regolatore sta adottando progressivamente: ogni MW di generazione variabile immesso nel sistema richiede una capacità di flessibilità corrispondente.
Un sistema BESS co-locato con un parco fotovoltaico risolve simultaneamente tre problemi operativi: attenua la sovrapproduzione delle ore centrali della giornata (il fenomeno della duck curve), riduce le penali per lo sbilanciamento rispetto al programma dichiarato e aumenta il tasso di valorizzazione dell'energia prodotta nelle ore di massima irradianza.
La Romania e l'obiettivo di 3,7 GW di accumulo al 2030
Il piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIESC) 2021-2030 prevede 3,7 GW di capacità di accumulo entro la fine del decennio. La capacità operativa alla fine del 2025 era di circa 600 MW, una quota significativa della quale concentrata presso un unico operatore privato. Il divario rispetto all'obiettivo assunto è di oltre 3 GW da colmare in meno di cinque anni. Il ritmo delle autorizzazioni recenti suggerisce un'accelerazione, ma l'autorizzazione non equivale alla messa in servizio: un progetto BESS di taglia industriale richiede tipicamente 18-36 mesi tra l'avviso dell'ANRE e l'esercizio commerciale.
Implicazioni per investitori e sviluppatori
I progetti ibridi (generazione più accumulo co-locato) presentano un profilo di bancabilità superiore rispetto alla generazione standalone. Le istituzioni finanziarie internazionali — EBRD, IFC, le banche commerciali con mandati ESG — penalizzano l'esposizione al rischio di sbilanciamento del sistema, e un BESS integrato contrattualmente riduce tale esposizione. L'autorizzazione di sette distinte capacità di accumulo in una sola seduta indica inoltre una maturazione della competenza amministrativa nell'istruttoria della documentazione BESS: un segnale positivo per gli investitori che hanno rinviato le decisioni a causa dell'incertezza burocratica.